Redazione QualEnergia.it
Un gruppo di ricercatori della Penn University ha sviluppato un piccolo sistema CPV che ha raggiunto un’efficienza del 30% in due giorni di test sul campo, quasi il doppio rispetto a un sistema FV tradizionale di silicio. Il tracking avviene grazie allo scorrimento laterale della microcella, senza rotazioni di asse.
In futuro avremo moduli solari a concentrazione sui tetti delle nostre case?
Per ora l’ipotesi sembra molto complessa da sviluppare: gli impianti CPV (Concentrator Photovoltaic) sono costituiti da pannelli di grandissime dimensioni con sistemi di tracking per “inseguire” i movimenti del sole, quindi sono adatti alle installazioni a terra in zone con elevata radiazione solare diretta, ad esempio nella cosiddetta Sun Belt degli Stati Uniti.
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via Roberto Montanaro Blog
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