Alessandro Codegoni
La prima ispezione con sonda ottica a uno dei reattori danneggiati, che è stato possibile effettuare solo dopo sei anni, ha dato una bruttissima sorpresa: il corium ha sfondato il vessel. Ci sono livelli i radioattività tali da “uccidere” anche i robot e non si sa come mettere in sicurezza la centrale.
Sono passati quasi sei anni da quel tragico 11 marzo 2011.
Allora, si ricorderà, uno tsunami, oltre a provocare direttamente 25.000 morti, mise fuori uso l’alimentazione elettrica alla centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi, portando all’interruzione del raffreddamento e quindi alla fusione di tre dei quattro reattori, con successive esplosioni di idrogeno che distrussero la centrale e sparpagliarono materiale radioattivo nelle aree intorno.
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via Roberto Montanaro Blog
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